Da: Mario, studente di lettere
Data: 13/04/2011
Vorrei porle due domande che riguardano la sua attività di direttore della rivista letteraria “El – Ghibli”, riguardo la funzione sociale che può avere la letteratura migrante.
1) Qual è il rapporto, secondo lei, tra gli scrittori italiani (e gli studi sulla letteratura italiana) e gli scrittori d’immigrazione? Alcuni studiosi rifiutano di parlare del fenomeno in quanto “troppo recente”; altri preferiscono isolarlo nella scrittura “di genere” finendo però col separarlo dagli altri fenomeni letterari presenti in Italia. Sono forme di “razzismi” o di “ghettizzazioni” letterarie, anche se in buona fede? Secondo lei quale dovrebbe essere l’ottica attraverso la quale leggere la nuova letteratura dei nuovi italiani?
2) Indipendentemente dalla volontà della critica, l’immigrazione avrà un peso sempre più determinante sia sulla vita di ogni giorno degli italiani, sia sulla loro letteratura. In quale modo gli scrittori migranti, o di origine migrante, diventando nuovi cittadini-scrittori italiani, possono contribuire a modificare ed arricchire l’identità del nostro paese? Quali prospettive vede?
mercoledì 13 aprile 2011
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