Da: Anonimo
Data: 17/05/2010
"In 'Capelvenere' Lei dice: "Noi siamo quello che raccontiamo. Il destino appena varato è stracolmo come un'arca di persone che non servono a nessuno e tutto il resto è abisso. Noi diventeremo ciò che sarà messo a verbale. Parole".
Siamo davvero solo parole? Anche le nostre azioni non sono nulla se non si traducono in parole? Ma non esiste l'azione buona (o quella malvagia) che tale è e resta anche se non viene ricordata con le parole? Non è forse vero che gli uomini sono la somma delle loro azioni, piuttosto che delle loro parole?
Oppure le parole sono potenti perché anche questo pensiero in fondo è una somma di parole?"
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