Da: L. Ferri
Data: 1905/2010
Nel suo bellissimo romanzo "L'oblio che saremo" lei parla del passato e dei segni che l'uomo deve ricostruire per capire se stesso come sottoposti ai "tradimenti della memoria".
Il suo passato è molto drammatico, ed anche geograficamente lontano adesso.
Come fa ad evitare che la memoria venga tradita, oppure che la stessa memoria tradisca lei? Ci riesce grazie al pathos filiale che lei dimostra nei confronti di suo padre? Insomma, la vera memoria è essere in qualche modo dei buoni figli?
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