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lunedì 24 maggio 2010

Tutti in coda per Jeanette Winterson

Quando una lunga coda di lettori, ciascuno con un volume ben in vista "macchiato" da un post it giallo col proprio nome, si attarda in un'ordinata processione verso il tavolo di uno scrittore, qui Jeanette Winterson, chiamato a ripagare tutti con il ghirigoro volante di un autografo, si realizza ciò che ciascun organizzatore di eventi letterari in cuor suo si augura sempre prenda forma; quello scambio di "segni" che incrocia, fra autore e lettore, quasi un rito collettivo di affioramento reciproco, gli uni a prendere forma individuale dal "target" indifferenziato di ciascun progetto editoriale, l'altro a sua volta investito di uno "spazio vitale" inedito, che dagli alias di carta sugli scaffali ridiscende a coincidere con il proprio corpo, nei segni irripetibili di ciascun contatto. E' l'immagine conclusiva di Incroci 2010, che ci piace ricordare come "segnalibro" per nuove future occasioni di incrocio...

2 commenti:

  1. sono stati giorni intensi, questi di Incroci, vividi di emozioni, parole, incontri. Occasione per leggere, approfondire, vedere da vicino.
    Grazie agli organizzatori per quest'opportunità data a me, alla città; per la cura e la gentilezza di tutti.... C'era un'atmosfera che ti faceva sempre sentire accolto, che ti faceva pensare che tutto era stato preparato "anche per te". Di solito - a questi eventi - sono gli scrittori (attori, relatori) ad essere protagonisti: a Incroci, mi sono sentita protagonista un pochino anche io. Al prossimo anno, che arrivi presto..... Alice

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  2. Leggere Jeanette Winterson dà sempre una grande emozione; vederla e sentirla al teatro ha completato quell'emozione; parlarle, anche solo per quel breve (e lunghissimo) istante di un autografo, mi ha fatto sentire una meravigliosa vicinanza a lei.

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