Da: Remy Corsi
Data: 17/05/2010
Ho trovato straordinarie le pagine dedicate alla madre del protagonista di Ultima notte ad Alessandria. Ci racconta quanto di vero c'è nel straordinario coraggio di questa donna sorda in una città così intensa come Alessandria d'Egitto?
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Quale italiano in Egitto per 4 (quattro) generazioni (1866-1963), è stato un vivo e commosso piacere leggere "Ultima notte ad Alessandria". Questa "saga famigliare", che si è svolta in molte famiglie italiane vissute in Egitto, nel Novecento. Tanto che nel maggio del 2009, dopo aver letto il libro, ho sentito la "necessità" di tracciare un riepilogo del racconto, una personale recensione, che porto con me, e che feci leggere ad alcuni miei docenti di Cà Foscari (Lingue Orientali: proff. Eros Baldissera, Antonella ghersetti - straordinari arabisti), luogo oggi, dove cerco di "reimparare" l'arabo!
RispondiEliminaLe chiedo prof. Aciman: perché pensa che, per tanti di noi in Egitto, la lingua araba insegnata assurse a così tanto alta difficoltà di apprendimento? Solo perché le nostre famiglie non le dettero la dovuta importanza, quale traspare dal Suo racconto? Quale ruolo negativo nell'apprendimento della lingua hanno svolto, secondo Lei, le "pene corporali", cosi bene descritte nel racconto di Aciman?