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lunedì 17 maggio 2010

Chiedi all'autore: Alberto Manguel

Da: bibliofilo

Data: 16/05/2010

Lei ha scritto una bellissima storia della lettura ed è un grande esperto dell'argomento. Inevitabile chiederle un parere sulla rivoluzione dei libri elettronici (e-book). Pensa che soppianteranno, affiancheranno, soccomberanno ai libri tradizionali? Non pensa che Borges si sarebbe comprato un ebook che potesse contenere una biblioteca sterminata, magari capace di leggere a voce alta?

3 commenti:

  1. Azzardo io una risposta: Borges secondo me avrebbe consumato il braille elettronico delle applicazioni più avanzate e ci avrebbe costruito su una foresta di segni allucinatoria, accostando lo 01 binario all' in-off dei fonemi sui polpastrelli; e avrebbe costruito sull'ipertesto una gigantesca struttura circolare di rinvii simbolici, che Il Castello dei Destini Incrociati, a confronto, farebbe la figura di un Breviario Michelin...

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  2. Nel saggio "Il computer si Sant'Agostino" afferma che di fronte alle incertezze e alle perdite, il lettore trova riparo e "angolo sicuro" nella lettura. Lei, oltre che appassionato lettore, è anche scrittore di romanzi. La scrittura offre lo stesso riparo della lettura? O, dal momento che grazie alla scrittura la voce interiore emerge, la scrittura stessa può rivelarsi un'arma a doppio taglio

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  3. L'esperienza inquieta e perturbante di Fabris ne "Il Ritorno" trova origini in un'esperienza di ritorno che lei stesso ha avuto tornando in Argentina? Quanto di autobiografico c'è nei suoi romanzi?

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